Questa è la foto dal fondo del furgone all'uscita del casello di Trieste, il nostro viaggio è finito anche se in realtà è appena cominciato, ci sono 14 giorni per far capire bene a tutti quello che in questo viaggio è emerso benissimo: c'è un paese sano, integro e pieno di capacità che è molto distante da come viene raccontato nei media e da come viene spesso amministrato. Un paese che non deve rialzarsi perché è in piedi e si alza ogni mattina presto come dimostano i tanti ingorghi all'alba sull'A4. Un paese reale che ha davvero bisogno di una proposta seria per dotarsi di infrastrutture moderne, strade, treni, ma anche scuole, diritti e percorsi amministrativi nuovi. La politica può e deve fare un grande balzo in avanti perché oggi come oggi sta inseguendo la realtà invece di governarla. Non si chiede di dimenticarsi chi si è, da dove si viene o di rimuovere le cose succese in Italia in questi anni, ma di superare anni di paure, odi, contrasti e provare davvero a fare un grande respiro e chiedersi cosa vogliamo dalla politica (che era la domanda chiave delle nostre interviste). Lo sappiamo tutti che dobbiamo cambiare, lo vediamo ogni giorno entrando in qualche ufficio a chiedere dei permessi per fare qualcosa, lo vediamo sulle nostre strade, nei dati dell'inquinamento, nei tanti pasticci burocratici che incontriamo, nelle nostre scuole che da ottime stanno diventando a stento buone, dai tanti ragazzi svegli che non trovano un lavoro degno di loro e dalle tante persone che cercando disperamente gente sveglia che abbia voglia di credere nel futuro per aprire nuove attività, ingrandirsi o lanciare nuove sfide. Lo vediamo nelle troppe persone che muiono per lavorare, nelle donne che hanno bisogno di opportunità e non di venir mandate ai fornelli. Cambiare è necessario e bisogna farlo adesso, subito e tutti assieme. Si può fare
Cose di rilievo è la scritta che sta sotto il marchio dell'azienda Il Cantiere di Pordenone, lanciata alcuni anni fa da Cinzia Palazzetti e che si occupa di design di cemento facendo dei prodotti davvero bellissimi e raffinati.
Sono cose di rilievo quelle che dice la Palazzetti. Si passa dalla formazione professionale (che possiamo oramai dire essere LA prima richiesta degli imprenditori del Nord), alla scuola per formare i cittadini di domani, alla necessità di educare la società a vivere in una società che non potrà che essere multietnica (a Pordenone gli immigrati sono quasi il 15% oramai). Prosseguiamo parlando del suo ruolo di Presidente di Confindustria, di come ha costruito l'ascolto con le altre imprese e una strategia di sinergia con il territorio e le politiche locali e regionali. Tra le tantissime cose che emergono c'è ne una che segna uno spartiacque decisivo tra due mondi. Avviene quando dice: "non c'è nessuna sicurezza, l'unica sicurezza possibile è il sapere che il cambiamento è continuo, che va interpretato, cercato, capito."
C'è il sole, è una bellissima giornata, continuamo il viaggio, ma dire a persone così di andare a cucinare le torte ha davvero qualcosa di drammatico.
Non mi ricordo se c'era luna, Cilindro è un cartone animato che intende candidarsi alle elezioni. Gli Alcuni lo hanno inventato, anche per dire alla politica che di infanzia si parla troppo poco. Nei programmi elettorali dei diversi partiti, i bambini sono quasi degli intrusi, mentre sarebbe giusto trovare un modo per dare loro la possibilità di 'votare' e, come Cilindro, di essere eletti a Palazzo Chigi. Gli Alcuni ci accolgono in una sorta di Wunderkammer, il Parco degli alberi parlanti, il loro mondo. Siamo a Treviso, nella terra del Gentilini, ma anche della creatività e della meraviglia. Il mondo (e il nostro Paese) saranno salvati da un cartoon? Non lo sappiamo. Sappiamo però che si deve fare qualcosa per la televisione, dove i programmi per ragazzi sono troppo pochi (e troppo poco italiani); per le nostre città, dove i bambini non se la passano molto meglio; in politica, dove purtroppo i voti si prendono non sugli asili nido, il gioco e la formazione dei più piccoli, ma su temi più giornalistici (aiuto!) come i rifiuti di Napoli. E le promesse sono come le favole. Senza il lieto fine.
Marta non ha potuto tradire Bersani che stava in viaggio tra le imprese del veronese e, ieri sera, ci ha "costretto" ad abbandonare l'A4 per andare a Cerea a parlare con il Ministro che in questi anni ha tenuto con maggiore convinzione la barra del timone verso un'economia più aperta.
Questa mattina ripartiamo da una Venezia soleggiata verso la marca trevigiana, un territorio dove convive da anni la stranezza di avere il maggior numero di imprese procapite e un grandissimo tasso di innovazione mescolato con una linea amministrativa di chiusura totale. La terra del sindaco sceriffo che fa segare le panchine e di Tremonti che rilancia una politica economica fatta di nuove barriere doganali e chiusure in stile "new medieval".
Noi andiamo ad incontrare una azienda che fa cartoni animati, ne vedremo delle belle
Giovanni Lazzaro fa il liutaio a Padova. Ha studiato a Cremona e il suo è uno dei primi laboratori in Italia. I suoi due collaboratori hanno trent'anni. Giovanni scherza con loro: quasi quasi mettiamo su una cordata anche noi e ci compriamo la Padova-Venezia. Però ve lo dico solo tra due settimane... Giovanni, nonostante il cognome, è insensibile all'"Italia rialzati". Lui sta ben dritto, con la sua professionalità e la sua attività: si chiede soltanto perché il nostro Paese non faccia come tanti altri, a cominciare dall'Austria, per la promozione della cultura musicale. Si chiede perché a scuola la musica si studi poco e male, perché le attività culturali in questo campo siano limitate esclusivamente alle grande istituzioni tradizionali, perché in Italia sia così difficile tenere viva una tradizione che le appartiene da secoli. Ha studiato all'estero, Giovanni, e scherza con gli inglesismi dei workshop e dei master, e ride aggiungendo: "L'outsourcing noi lo facciamo qui dentro". Parla di un laboratorio, a Padova, e chiede alla politica di essere più rispettosa e più aperta ai problemi e più capace di ascoltare. Strumenti da riparare ne abbiamo tanti anche noi, dopo i primi due giorni di viaggio. Chissà se incontreremo il laboratorio giusto.