Volevo lasciare un tema di discussione sul tavolo alla luce della amarissima sconfitta di Illy alle elezioni regionali del FVG, ovvero, quanto pesa oggi l'impresa in politica.
La mia sensazione che Berlusconi sia riuscito a mettere in questa campagna elettorale, che tutti descrivono piatta e senza temi, due grosse novità anticipando tutti ancora una volta. La prima è che a fatto suo il vecchio adagio che dice che quando si ha paura del futuro e non ci si fida di niente e nessuno, allora si torna all'ovile ed è il momento in cui meno si cerca il nuovo. Infatti lui ha fatto il vecchio e si è vista come è andata la miglior offerta riformista mai presentata al paese.
La seconda è che dopo la stagione degli imprenditori prestati alla politica ha capito che c'è una fortissima domanda di politica e che questa va rimessa in pista tra la gente. E quindi niente più presidente imprenditore, ma uomo di popolo. Il popolo delle libertà, non un partito ma un movimento della e con la gente. Mi direte che è tutto finto, io vi rispondo che nel mondo di oggi, nella cultura di oggi, ciò che appare è e questo dobbiamo introiettarlo oltre che forse per la prima volta capito anche noi (per me resta il più grande merito di Veltroni e se rimuoviamo questo facciamo la sinistra arcobaleno).
Popolo, non imprenditori e banche, e infatti Illy viene sconfitto nonostante il grandissimo lavoro fatto e l'altissimo riscontro avuto con le categorie e le imprese .
Poi si possono fare mille e altre mille analisi e scaricare di qua e di la ogni questione, resta che bisognerà molto lavorare, fare analisi serie e profonde, ma anche evitare i processi. C'è una strada da compiere e la strada si deve percorrere non solo indicare... del resto noi siamo quelli del pulmino
